Così è se vi pare

Iniziamo con un’intervista a Virginia Alba, attrice palermitana, presente nella nostra rassegna teatrale.

Virginia Alba ha curato la regia, l’adattamento ed è stata una delle protagoniste dello spettacolo Così è (se vi pare), andato in scena a novembre 2013.
Gli altri interpreti sono: Paolo La Bruna, Giovanni Nanfa, Silvia Li Vigni

Redazione Teatro Jolly: Virginia, com’è nata l’ispirazione di questo spettacolo?

V. Alba: Nasce da una conversazione con Giovanni Nanfa (ndr direttore artistico del Teatro Jolly) con lo scopo di continuare un percorso formativo rivolte alle scuole superiori e di proporre uno spettacolo con precisi fini didattici. Nanfa ha espresso il suo intento di proseguire il filone pirandelliano già iniziato lo scorso anno.

Redazione Teatro Jolly:Come mai l’adattamento del Così è (se vi pare)?

V. Alba: Rivisitando accuratamente l’opera teatrale pirandelliana, la scelta del Così è (se vi pare) è stata come un’illuminazione. È stato quasi naturale pensare a un adattamento multimediale. È bene precisare che il testo pirandelliano è rimasto inalterato. In fase d’adattamento del testo nella nostra messa in scena abbiamo attuato alcuni smontaggi e rimontaggi delle battute, assegnandole anche a personaggi differenti.

Redazione Teatro Jolly:Perché l’ambientazione in un talk show?

V. Alba: Per le sue dinamiche, per una continua ricerca della verità, che non è mai una sola, ma forse la somma di tante verità.
Il talk show è una forma d’intrattenimento moderna che serve per intrattenere e tenere alta l’attenzione e la curiosità talvolta morbosa degli spettatori.
E poi perché spesso nei talk show emerge chiaramente che:
1) non esiste una verità assoluta

2) ognuno di noi può dare un’interpretazione che non coincide o può non coincidere con quella degli altri.

Spesso si è alla ricerca del mostro da sbattere in prima pagina. E in questo ci sono tante verosimiglianze con il testo pirandelliano.
Scegliere Giovanni Nanfa nel ruolo di Laudisi, con lo specifico ruolo di conduttore del talk show, si prestava benissimo alla personificazione del ruolo per la sua doppia veste nella vita privata di insegnante e di intrattenitore.

Altro parallelismo con il talk show è data dalla ricerca delle prove per determinare la verità. Laudisi polemizza con la fiducia affidata ai dati di fatto e rivendica uguale realtà al fantasma della costruzione soggettiva, affermando in questo l’insolubilità dell’enigma.

Redazione Teatro Jolly:Qual è stata la risposta del pubblico?

V. Alba: È stato accolto bene, è già stata fatta una replica con il Liceo Scientifico Einstein di Palermo e i feedback sono stati molto positivi. I ragazzi hanno dichiarato che la comprensione del testo pirandelliano è fruibile e semplice grazie ad un adattamento e a un’ambientazione moderna.
Da gennaio sono previste una serie di repliche per le scuole superiori.

Redazione Teatro Jolly:Quali sono i tuoi progetti futuri?

V. Alba : Sto seguendo a Roma un corso di doppiaggio con due grandi doppiatori italiani, Roberto Pedicini e Christian Iansante per completare il mio percorso d’attrice. Sono già una speaker professionista e questo corso mi consente di esplorare nuove modalità interpretative, poiché si lavora esclusivamente con la voce.
Una metodologia completamente differente dall’interpretazione in teatro dove tutto il corpo, la mimica e il resto parlano. Vi faccio un esempio. Quando si entra in sala di doppiaggio i tempi sono estremamente corti. Hai la possibilità di visionare un anello (ndr l’anello è il nome convenzionale dato al frammento di scena che si deve doppiare) e subito dopo parti con la lettura e l’interpretazione della scena.
Quindi devi essere molto concentrata sul testo e sulle sequenze a video.
Nel nostro lavoro non si finisce mai d’imparare.

Grazie, Virginia e in bocca al lupo!



Di che proverbio sei?

Proseguiamo con le interviste ai nostri protagonisti nel nostro Angolo del Jolly.
Oggi intervistiamo Grazia Favata, autrice della commedia brillante “Di che proverbio sei”, all'insegna dell'annoso e mai risolto rapporto uomo-donna scritta, andata in scena il 22 dicembre 2013, con la regia di Roberto Nanfa.

Grazia Favata è un avvocato civilista di Mazara del Vallo (TP), vive e lavora a Palermo da molti anni.

Redazione Jolly: Come è nata l’ispirazione di questo testo?

Grazia Favata: Sono sempre stata un’appassionata di proverbi, i personaggi sono nati spontaneamente e con una loro vita in itinere.
“Di che proverbio sei?” è una commedia brillante, divertente e piena di sfumature comiche.
I protagonisti intrecciano una serie di battute esilaranti per dare soluzione alle vicende del quotidiano prendendo spunto dalle massime dei proverbi.
Redazione Jolly: Su che cosa è basato l’intreccio?

Grazia Favata: La commedia è basata sulla storia di due coppie molto diverse fra loro.
In scena sono presenti dualità e contrapposizioni da cui emergono i pregiudizi sui ruoli e le identità di coppia .

La prima coppia è quella formata da Antonio ed Elena che trascorrono una vita tranquilla e apparentemente priva di reali problematiche: un'esistenza agiata e borghese, ma con una grave e irrisolta questione relazionale legata al lavoro di Elena, manager di successo.
Antonio è un casalingo modello, ma dopo un anno di matrimonio inizia a percepire una vera e propria crisi d'identità, riflettendo sulla debolezza del proprio ruolo di uomo, di maschio, di capofamiglia. Allora comincia a confidarsi con il suo migliore amico, Giovanni, il portiere del palazzo.

Giovanni, dal canto suo, non riesce a dispensare consigli poiché non riesce a comprendere la reale natura del disagio di Antonio, a partire dal suo ruolo “anomalo”, ossia il casalingo.
Proprio qui entra in scena la seconda coppia, composta appunto da Giovanni e dalla moglie Marianna, che si intrometterà nella vicenda scatenando una vera serie di dinamiche comiche, all'interno delle quali anche l'esperienza popolare dei “proverbi” avrà il suo peso.

Redazione Jolly: Che ruolo hanno i proverbi?

Grazia Favata: I proverbi sono un concentrato di esperienza che si trasmettono con l’impatto della semplicità, pur racchiudendo in sé un contenuto profondo. Rappresentano la fonte di saggezza, uno spunto, una via alla soluzione dei problemi. All’interno della commedia il ruolo del proverbio dà luogo a situazioni dissacratorie o almeno funge da spunto per avviare un dibattito acceso e divertente sui ruoli contraddistinti della coppia.
Il proverbio identifica un popolo, una regione dell’Italia rispetto a un’altra, e da qui la sfida e l’interrogativo: di che proverbio sei? Del nord, del centro, del sud?
Nella commedia i proverbi hanno un ruolo importante, in primis quelli siciliani.
In particolare i protagonisti devono sciogliere un nodo importante, dando risposta al proverbio siciliano Cumannari è meglio chi futtiri? (tr. Comandare è meglio che fottere?)

Redazione Jolly: Quali sono i tuoi progetti futuri?

Grazia Favata: Ho pubblicato un libro con Youcanprint dal titolo “Il punto del punto zero”.
Il punto del punto zero è il punto più piccolo che c’è dentro di noi da cui ripartire.
È la dura pietra da cui iniziare il viaggio speciale della vita, epurati da condizionamenti e manipolazioni, alla scoperta di ogni meandro dell'universo che ci appartiene e che, dallo zero del nostro punto, liberi, iniziamo ad esplorare.
In via di pubblicazione è previsto un altro libro dal titolo “La rabbia dell’assassino” un thriller psicologico in cui è protagonista la rabbia, la ferocia dell’assassino, le sue frustrazioni.

Redazione Jolly: In bocca al lupo, Grazia!